Relazione tenuta dalla dott.ssa Mariella Eloisia Orlando durante la presentazione del libro L’Ultimo Bardo d’Irlanda di Giuseppe Marino a Massafra il 9 Maggio 2010

18 giugno 2010

Un viaggio condensato in 55 pagine, una biografia raccolta in 13 capitoli, questo è L’Ultimo Bardo d’Irlanda.

Colui che l’autore definisce L’Ultimo Bardo d’Irlanda è Turlough O’Carolan, arpista e poeta itinerante realmente vissuto nell’Irlanda del 1700.

O’Carolan nacque a Nobber, nella contea di Meath. All’età di 14 anni si spostò con la sua famiglia a Ballyfarnan, nella contea di Roscommon, dove suo padre andò a lavorare presso la famiglia MacDermott Roe. La sig.ra MacDermott gli diede la possibilità di istruirsi. Da subito emerse il suo talento poetico. Il vaiolo lo rese cieco all’età di 18 anni. O’Carolan studiò arpa per tre anni, poi presi un cavallo e una guida cominciò a percorrere l’Irlanda, da un capo all’altro, componendo canzoni per i nobili. Ha praticato il mestiere di arpista itinerante per 50 anni. Celebrato già in vita, più come poeta che come compositore, morì nella casa del suo benefattore McDermott Roe nel 1738.

Il testo nasce proprio dalla biografia di quest’uomo e racconta gli ultimi tre anni della sua vita in maniera scorrevole e coinvolgente.

Il filo conduttore del libro è sicuramente la ricerca, il tormento interiore di uno spirito inquieto. Ciò appare chiaro già dalla quarta di copertina in cui si legge: “L’Ultimo Bardo errante d’Irlanda è la vita di un uomo che divenne leggenda. Sempre alla ricerca di nuove alchimie per alimentare lo spirito, la sete di perfettibilità, la fame di eternità. Un viaggio votato all’inseguimento della felicità e dei sogni”. Già nel primo capitolo si assapora questa sete di perfezione

“…il suo spirito, che andava sempre alla ricerca del suono perfetto, non si sentiva appagato” (Capitolo I, pag. 3)

A rimarcare questo concetto più avanti si legge: Gli artisti “Cercano sempre nuove alchimie per alimentare il loro spirito, la loro sete di perfettibilità, la loro fame di eternità”. (Capitolo I, pag. 6)

È lo stesso Carolan a manifestare la sua inquietudine dicendo: “Non riesco a darmi pace, sapete? Non so come spiegarvelo: è come se qualcuno o qualcosa mi spinga a farlo. Non so cosa sia. Forse è questa matta voglia che circonda noi artisti di non essere mai paghi di quello che facciamo…, di quello che siamo. Siamo sempre in continua ricerca di cose nuove, di stimoli sempre freschi… Forse è la paura di restare soli,… Forse è il desiderio di non essere ricordati in futuro, forse è il desiderio di eternità, forse è il desiderio di amare e di essere amati. Forse è perché ci piace fare cose strane. Non saprei, davvero. Forse sono tutte queste cose messe insieme. Lo so, siamo pazzi. Ma chi non lo è, d’altronde? Ognuno ha le sue pazzie. E io ho le mie”. (Capitolo I, pag. 8-9)

Un altro aspetto da sottolineare è la capacità descrittiva dell’autore, che dipinge con le parole gli incantevoli paesaggi irlandesi come un pittore farebbe con i suoi pennelli.

L’Irlanda di cui si parla nel testo con dovizia di dettagli geografici è quella martoriata dall’invasione inglese e quindi dallo scontro religioso tra cristiani cattolici e anglicani. “C’era un clima di oppressione che gridava: “Libertà!”, e che, da un momento all’altro, minacciava di esplodere nuovamente”. (Capitolo VII, pag. 30)

“L’Irlanda – si legge ancora nel capitolo 7 – era divisa ancora in tanti piccoli regni e questa frammentazione facilitò l’opera degli inglesi che cercarono in ogni modo di imporre la religione protestante”. (Capitolo VII, pag. 32)

Poi, ancora nel capitolo 10, una scena rappresenta lo strazio della guerra “Un villaggio di cristiani cattolici era stato attaccato dalle truppe inglesi di religione anglicana. Erano rimasti solo pochi ruderi. La chiesa, al loro passaggio, era ancora in fiamme.

Un vecchio batteva i pugni contro la terra, sporca del sangue del suo popolo, e imprecava”. (Capitolo X, pag. 42)

L’assurda atrocità della guerra è condannata da Carolan che rivolgendosi al suo compagno di avventure dice: “Phelan, io vi voglio bene, ma dovete crescere. A volte, vedete, mi sembrate proprio un bambino! Non vi offendete, però. Lo dico nel senso buono”, replicò Carolan. E poi continuò: “La questione poi è molto complicata. Non si possono dare delle risposte scontate, né tantomeno si possono trovare soluzioni semplicistiche ai problemi della vita e della storia. Sappiate che anche la Chiesa Cattolica in tempi passati ha ammazzato la gente in nome di Dio. Chi incolpare, Phelan? Io non condanno la Chiesa. Condanno gli uomini che si arrogano il diritto di ergersi al di sopra di Dio, e si fanno giudici; tra questi naturalmente, ci sono anche uomini di chiesa”. (Capitolo X, pag. 45)

Lo spirito patriottico di Carolan, emerge quando Pelan, suo compagno di viaggio, lo invita a scansare il pericolo chiedendo protezione a qualche nobile del posto, anche se inglese, in nome della sua arte “Questa è la mia terra, la mia patria. Io non abbandonerò mai il mio popolo. Le offese che subisce il mio popolo sono anche le mie. Non lascerò la mia terra a degli stranieri. E voi dovreste vergognarvi per quello che dite. La prossima volta che dovete proferire parola è meglio che ci pensiate due volte. Dovreste essere più orgoglioso di appartenere a questo popolo, diamine! Le vostre parole mi hanno offeso Phelan”. (Capitolo X, pag. 44)

La sofferenza causata dalla situazione in cui versa il suo popolo fa sprofondare Carolan in un profondo silenzio “Quale abisso l’animo umano! Insondabili e profondi i suoi pensieri. Volle restare solo, lì, sospeso tra la terra e il cielo, immerso nei suoi pensieri”. (Capitolo VII, pag. 28)

Molto chiaramente più avanti si legge dello stato d’animo dell’arpista “All’età di 65 anni si sentiva vecchio. Era stanco. Stanco della situazione di non vedente, stanco di viaggiare per tutta l’isola, stanco di dare consigli ai politici, religiosi e nobili che lo ospitavano. Stanco per tutto quello che stava succedendo nella sua isola.

Era per questo motivo che si era ritirato lontano dai problemi e dai pettegolezzi di corte e dalle parrucche incipriate.

In questo momento, il più grande bardo errante dell’isola d’Irlanda, il vate, il profeta, stava amando più che mai la solitudine. Sentiva il bisogno estremo di restare con la propria anima”. (Capitolo VIII, pag. 34)

Poi ancora “Il silenzio, ormai, durava da giorni e aveva preso dimora nel suo corpo. Anche la sua arpa non emetteva più alcun suono. Era da tempo infatti che le corde non vibravano più”. (Capitolo IX, pag. 35)

Un aspetto direi fondamentale del racconto è l’inseguimento dei sogni e della felicità. Alla maniera di Paulo Choelo possiamo dire “è proprio l’idea di realizzare un sogno a rendere la vita interessante. Ebbene, il desiderio di Carolan è suonare la sua arpa a Malin Head, davanti all’oceano. Raggiunta la meta, si riparte per Dublino dove si ritorna ai fasti della vita da artista di corte, accolto e stimato da tutti, oltre che conteso. Con l’arrivo a Dublino, arriva la stabilità e un po’ di riposo dopo tanto girovagare.

Il viaggio iniziato il 27 aprile 1735 si concluderà il 25 marzo 1738. Se l’Irlanda è dunque una protagonista silenziosa del racconto, Phelan è parte attiva e spalla di Carolan, un fidato compagno di avventure, un amico fraterno (Leggi pag 36, 37)

Dopo quest’inno all’amicizia, concludo il mio intervento citando Turlough O’Carolan. Con queste parole Giuseppe Marino apre L’Ultimo Bardo d’Irlanda “Vasta è la mia fama quanto lo è il cielo. Io sono il migliore riguardo la potenza del mio dito, nessuno mai potrà trovarsi a competere con me”.

CONCERTO DI PRIMAVERA 2010

9 maggio 2010

CONCERTO DI PRIMAVERA VII edizione

 

Il Concerto di Primavera è una manifestazione culturale musicale che si svolge a Lizzano, in Provincia di Taranto, nel Museo Civico della Paleontologia e dell’Uomo dal 2004.

La direzione artistica della manifestazione è di Giuseppe Marino, ideatore e promotore dell’evento sia dalla prima edizione.

Il Concerto di Primavera è una rassegna di musica classica e canto lirico e vede impegnati noti artisti e musicisti già affermati della provincia jonica. 

Lo scopo della manifestazione prevede la promozione culturale della Musica da Camera, ma vuole nello stesso tempo arricchire momenti di vita sociale nel borgo antico favorendone il turismo culturale.

Il Concerto di Primavera nella sua VII edizione si avvicina sempre di più. Quest’anno, a differenza degli anni passati, non sarà nel mese di maggio, bensì nel mese di giugno. Location della manifestazione musicale continua ad essere il bellissimo androne del Palazzo Maiorano che ospita il Museo Civico della Paleontologia e dell\’Uomo. Tante le novità di quest’anno. Innanzitutto il Concerto di Primavera ospiterà diverse serate con tanti musicisti che si esibiranno dal vivo facendoci vivere intense emozioni. Ventidue musicisti della provincia di Taranto che si alterneranno nelle tre serate programmate, facendoci gustare brani di Wolfgang Amadeus MOZARTGiacomo PUCCINI, Gaetano DONIZETTI, Ludwig van BEETHOVEN, Johannes BRAHMS, Fryderyk CHOPIN, Franz von SUPPE\’Ernesto DE CURTIS, Francesco Paolo TOSTI, Fernando OBRADORS, Steve REICHEmanuel SEJOURNE’ , Paul CRESTON e Gabriele MAGGI. 

Il Concerto di Primavera 2010 è in memoria di ANGELO RESTANO

(Quand’ero piccolo sognavo di volare… così ho imparato a danzare)

 

Questi i nomi dei musicisti: cliccando sul nome è possibile leggere il curriculum di ogni artista.

 

 

Nadir Garofalo, pianoforte
Carolina Lippo, soprano
Dante Roberto, pianoforte
Maurizio De Valerio, baritono
Cinzia Decataldo, pianoforte
Antonio Cavallo, violoncello
Roberta De Quarto, pianoforte
Andrea Leone, pianoforte
Cosimo Leone, pianoforte
Daniele Cella, percussioni
Giuseppe Daggiano, percussioni
Cosimo De Marco, percussioni
Simone Duggento, percussioni
Michele Santoro, percussioni
Fulvio Scornavacca, percussioni
Alberto Semeraro, marimba
Vito Perrini, marimba
Donatella Martino, pianoforte
Domenico Giove, percussioni
Gerardo Lomagistro, percussioni
Angelo Maggi, percussioni

Lidia Giantomasi, pianoforte

Alessandro Schirano, clarinetto

 

Prima serata: 3 giugno 2010 Programma
Seconda serata: 5 giugno 2010: Programma
Terza serata: 10 giugno 2010: Programma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Donatella Martino

9 maggio 2010

DONATELLA MARTINO, ha frequentato il conservatorio “N. Piccinni” di Bari, diplomandosi sotto la guida del M° Pierluigi Camicia. Ha proseguito gli studi pianistici con il M° Carlo Bruno presso l’Arts Academy di Roma, conseguendo il diploma di alto perfezionamento. Ha seguito corsi di perfezionamento di musica da camera con il M° Tudorache e il M° Chamorro. E’ vincitrice di diversi concorsi pianistici (1° premio assoluto al Concorso “Rinaldo Rossi” di Mantova, 1° premio al concorso per neodiplomati di Palo del Colle, Concorso “R. Rodio” di Castellana Grotte, Giovani Promesse Taranto, Lucca ) e cameristici, in particolare nella formazione di Duo con Percussioni (1° Premio Concorso “Trotta” di Castelnuovo della Daunia , 1° Premio Città di MATERA 2006 e 2007, 1° Premio al Concorso “Valeria Martina” di Massafra 2006 e 2007). Ha tenuto concerti a Napoli nell’ambito del Festival pianistico dedicato alla musica francese e russa ed all’estero a Hong Kong e Macau. Nel 2003, nell’ambito del corso di perfezionamento per pianoforte e orchestra di Padula tenuto dal M° Carlo Bruno, ha eseguito il Concerto K503 di Mozart. Nel 2007, presso l’Istituto Musicale  “Paisiello” di Taranto, si è laureata con 110 e lode in Discipline Musicali ad Indirizzo Solistico, sotto la guida della pianista Carla Bruni. Risultata tra i migliori alunni del  corso di laurea, nel giugno del 2006 ha eseguito il Concerto N° 1 di Beethoven per pianoforte e orchestra, diretto dal M° Domenico Longo. In seguito alla frequenza del Corso di Perfezionamento Pianistico tenuto dal M° Pasquale Iannone a Barletta nel 2006, è stata selezionata per l’esecuzione del Concerto N° 1 di Beethoven, diretto dal M° Ovidiu Balan. E’ docente di pianoforte complementare presso il Conservatorio”E. R. Duni” di Matera.

Lidia Giantomasi

9 maggio 2010

Lidia Giantomasi ha iniziato giovanissima lo studio del pianoforte sotto la guida della prof.ssa Cristina Nobile, con la quale attualmente prosegue ancora gli studi. Ha al suo attivo numerose esecuzioni in pubblico, sia come solista che in formazione cameristica. È vincitrice del 1°premio al Concorso Nazionale “Francisco Tarrega” ed è all’ottavo anno di pianoforte.

Alberto Semeraro

9 maggio 2010

ALBERTO SEMERARO, quindicenne, studia Strumenti a Percussione presso l’Istituto Musicale “G. Paisiello” di Taranto, sotto la guida del M° Tommaso Cotrufo. Nonostante la giovane età, vanta già una notevole attività concertistica nell’ambito della Musica da Camera e in formazioni orchestrali. Con l’Orchestra Sinfonica “Paisiello”, diretta dal M° Lorenzo Fico, ha partecipato alla prima esecuzione assoluta del brano di Ada Gentile “Un’ansia di pace” inciso per le edizioni Raitrade. Da solista si è esibito nella rassegna Provincia in Musica presentando musiche per percussioni di autori del ‘900. Premiato in diversi concorsi di esecuzione musicale, nel 2008 vince il Primo Premio Assoluto al Concorso Internazionale “Valeria Martina” di Massafra e, nel 2009, il Primo Premio di Categoria al Concorso Internazionale “Rosa Ponselle” di Matera.

Alessandro Schirano

2 aprile 2010

Nato a Grottaglie (TA) nel 1987, inizia lo studio del clarinetto presso la scuola di musica “G. Verdi” di Lizzano, sotto la guida del maestro Carmine De Sogus, e a soli 17 anni si diploma presso l’Istituto Musicale “G. Paisiello” di Taranto. Premiato in vari concorsi di carattere nazionale ed Internazionale, tra cui

-I concorso internazionale di clarinetto “Saverio Mercadante”-Putignano
-XII TIM (Torneo internazionale di musica)-Mola di Bari
-X Rassegna Musicale “Migliori diplomati d’Italia”-Castrocaro Terme
Ha tenuto concerti da solista e in duo con il pianista Giampiero Picuno a Lecce, Massafra, Lizzano, Taranto, Barletta…
Frequenta le masterclass dei maestri Simone Sirugo, Stefano Novelli e Vincenzo Mariozzi (I clarinetto Accademia Nazionale Santa Cecilia) e ha studiato anche con Fabrizio Meloni (I clarinetto del Teatro alla Scala) e Karl Leister (I clarinetto Berliner Philarmoniker).
Particolarmente apprezzato dal maestro Mariozzi, grazie al quale ha più volte suonato in concerto a Portogruaro, Roma (auditorium Parco Nazionale della Musica), Palermo, L’Aquila, Catanzaro (in formazione con i clarinettisti Gaetano Borganzone e Patrick Gullì).
Dal 2000 è risultato idoneo e ha collaborato come primo clarinetto nelle seguenti orchestre: Orchestra Regionale del Lazio, Orchestra Sinfonica Siciliana, Orchestra Filarmonica “Arturo Toscanini” di Parma, Solisti Aquilani, Orchestra della provincia di Catanzaro, Orchestra Giovanile Italiana.
Nel 2007, 2008 e 2009 è stato titolare della cattedra di clarinetto presso il liceo classico “Archita” di Taranto.

 Il 10 Giugno 2010 eseguirà:

 

Gaetano DONIZETTI (1797-1848)

Studio primo per clarinetto solo

I Percussionisti del Paisiello

31 marzo 2010

 

L’Ensemble è formato da giovani musicisti allievi delle classi di Strumenti a Percussione dell’Istituto Musicale “Paisiello” di Taranto dei M° Gabriele Maggi e Tommaso Cotrufo. Obiettivo dell’ensemble è la promozione e la divulgazione del repertorio musicale per percussioni del ‘900.

Symbola Trio

31 marzo 2010

 

Il Symbola Trio (Angelo Maggi, Domenico Giove e Gerardo Lomagistro) nasce a Ginosa, nella Scuola di Musica Symbola. Formato da percussionisti giovanissimi (37 anni in tre) ma di grande talento, si è già imposto all’attenzione del pubblico con la partecipazione a svariati eventi. Dal 2005 ha preso parte a diverse rassegne (Stagione Concertistica Città di Ginosa, Provincia in Musica, Concerti di Natale 2007 e 2008-Ginosa) e spettacoli quali “Omaggio a Faber” (realizzato da Symbola col patrocinio della Fondazione De Andrè –Genova), “Omaggio a Lucio Battisti”, “Passio Christi”, collaborando con numerosi musicisti professionisti. Negli anni 2007 e 2008 il Symbola Trio è vincitore della categoria Musica da Camera per Percussioni al Concorso Internazionale “Valeria Martina” di Massafra.

Vito Perrini

31 marzo 2010

 

 

 

VITO PERRINI ha coltivato il talento e la passione per la musica suonando e studiando sin dall’età di sei anni partecipando, in qualità di percussionista, a diverse edizioni della “Rassegna per Cori Liturgici” presso la Collegiata di S. Martino, in Martina Franca, con il Coro polifonico delle Parrocchie di S. Vito e Sacro Cuore di Taranto diretto dal M° Gianni Ruta e contribuendo a diversi progetti musicali scolastici. Attualmente prosegue gli studi presso l’Istituto Musicale “G. Paisiello” di Taranto nella classe del M° Gabriele Maggi. Ha collaborato con diverse formazioni orchestrali (Orchestra Sinfonica “Paisiello”,  Orchestre di Fiati “Paisiello Brass” e  “Apulia”) e direttori quali Karl Martin, Lorenzo Fico, Domenico Longo, Antonio Ricciardi, Antonio Zizzamia. Parallelamente ha seguito corsi di perfezionamento  e stages con il M° Pino Basile, considerato tra i migliori percussionisti italiani di tamburi a cornice, e musicisti di fama internazionale quali i batteristi Kim Plainfield, Dave Weckl, Phil Maturano. il percussionista marocchino Mourad Morjan e il compositore americano Eric Ewazen. Nel corso degli anni ha partecipato alla nascita degli “Alma trio”, formazione composta da due chitarre e percussioni, impegnati nella rielaborazione di melodie tratte da vari generi musicali: dal classico al neoclassico, dal latino americano al flamenco, senza dimenticare le sonorità mediterranee, vincendo il concorso organizzato dall’associazione “Arte e Musica”  presso l’Auditorium Vallisa di Bari. Ha collaborato con l’orchestra di chitarre “Chitartarentum” e partecipato alla registrazione della colonna sonora del film cortometraggio “L’assrumm”  del regista Leo Pantaleo, su musiche del M° Gabriele Maggi. Ha partecipato al progetto di sperimentazione e ricerca del Gruppo  “Chitarre e Tammorre”, impegnato nella valorizzazione delle colorite sonorità del nostro Sud.      Suona stabilmente con la “Symbola Big Band” con la quale ha collaborato con importanti musicisti quali Mario Rosini e Paolo Dibenedetto. Nel 2008 e 2009 ha partecipato, sotto la direzione del M° Gabriele Maggi, agli spettacoli “Omaggio a Faber” (con il patrocinio della Fondazione De Andrè) e “Omaggio a Lucio Battisti” realizzati da Symbola nell’ambito della Stagione Concertistica Città di Ginosa. E’ componente del “Symbola Percussion Ensemble”, con il quale svolge una costante attivita concertistica con collaborazione di importanti musicisti come Admir Shkurtaj, virtuoso fisarmonicista ed affermato compositore. E’ percussionista del  gruppo “Notte Tempo”, per il Tour 2010 dedicato alle più importanti canzoni classiche repertorio partenopeo.

Simone Duggento

31 marzo 2010