
1
Preme su noi la fonda notte
gioiello radioso, o venerea bellezza.
S’incontrano i visi tra i silenzi,
-eloquenze di una luna lontana-
del profondo Nulla vere esistenze.
L’aromatico odore della resina
emanano i pini intorno a noi
mendicanti di eterne gioie:
sui virili rami dormono i bachi,
certi della schiusa al mattino;
nella quiete
solo qualche ago s’agita
e cade;
poi tace.
E’ notte.
2
*
Quale vuoto incolmabile
dentro di noi
Tu, o Dio, non riempi
per la tua Provvidenza!
Quale mistero profondo e indecifrabile
dentro di noi
Tu, o Dio, non rendi chiaro
come chiara è la luce del sole!
Quale sofferenza incalcolabile
dentro di noi
Tu, o Dio, non cambi
in gioia perfetta!
Quale triste volto
non ha conosciuto, o Dio,
il dono d’un sorriso
che apre le porte alla vita!
Quanto di umano
Tu, o Dio,
non hai trasformato
in realtà originaria, divina!
Poco meno degli angeli siamo creati.
**
Tu, corona d’ogni umano agire,
Sole che penetri ogni pensiero,
freccia d’amore che colpisci i cuori,
di fervore infiammi l’anima
di chi cerca e loda
ancor prima d’averti trovato.
Quanti doni fra queste mani ricevuti
e da queste mani spazzati via
cpme foglie al vento.
Come il Nulla.
Orbita intorno a noi il Nulla,
paura ossessionante che divora;
scompare la bellezza dell’opera creata
come brina sotto i raggi cocenti del sole.
***
Sole che tutto abbracci,
Sole che tutto illumini,
Sole che tutto fai vivere,
lontano da noi non splendere
in noi vivi come Anima nel corpo,
frutto squisito nel guscio,
bambino nel grembo di sua madre,
ore nel tempo,
finito nell’infinito,
in noi voglia d’eternità.
****
Eternità, cosa mai Tu sei
che prendi fra le mani questa vita mia?
O chi sei Tu
che abbracci il desiderio di te in noi?
Racchiudi, tu, il mistero dell’uomo:
Uomo che cammini nel tempo:
è la tua vita l’Eternità.
Perchè mai in te è avvolta la vita mia?
Ti avvolge un’aureola di amenità.
mi rapisce la tua Bellezza
Bellezza senza eguali, alta, eterea,
superba e vincitrice.
*****
Un gingillo d’Arabia
potrà, forse, sedurla?
O un fiore raccolto
sulle pemdici dell’Oreb
potrà, forse, renderla felice?
E se le donassimo una stella?
Sirio o forse Aldebaran?
Tutto le appartiene.
Eppure quel vecchio guarda il mare:
al cielo due pugni di sabbia.
3
Continua la notte coi suoi silenzi
lùce alta la luna col firmamento.
O lunga notte dai segni arcani!
al mattino schiuderanno i bachi
i bruchi in divenire saran farfalle
e spiccheranno il volo zigzagando.
L’aromatico odor della resina
emanano i pini intorno a noi
eterni mendicanti di eterne gioie.
nelle tenebre avanza un bagliore:
il bozzolo riluce la seta.
[...] L’Eternità e due pugni di sabbia [...]