Archivi per la categoria ‘Poesia’

Ritorno all’origine

mercoledì, 6 gennaio 2010

Prima delle origini era l’Origine.

Ritornando sul sentiero della Vita

Il tuo cuore contempli il mio Volto

Mio figli sei tu: dall’Eternità ti ho generato.

Origine della tua origine Io Sono.

 

Sei stanco, amico che vai.

Il fardello che trascini ti soffoca il cuore.

Mostri logori mani e piedi pellegrino del tempo.

Oltre l’orizzonte avanza ancora un poco.

Nell’aria tiepida di questo mattino trova riparo

E siedi e attendi. Poi ascolta.

 

All’ombra del cedro parlerò al tuo cuore spezzato

La mia voce dilaterà la tua anima

E, perla di rugiada al sole,

Scioglierai d’amore per me

Svanirai nei flutti delle mie acque.

Anima del tuo cuore Io Sono.

Nelle crepe della tua vita mi nascondo

Desiderami e io verrò da te

Ristorerò il tuo cuore e fascerò le tue piaghe.

Orizzonti saranno per te Origini.

 

Fioriranno giardini irrigati nel tuo cuore

Rose per adorare la Bellezza che ti seduce.

Anima mia, danzerò per te passi d’amore e

Nei giardini eterni, rosa fra le rose

Coronerai di profumi il tuo Creatore.

All’Amore eterno ricongiungi il tuo cuore di carne.

 

Luce di giorno, faro di notte, profeta dei cuori

Uomo, frantumato e rilegato, rifiorirai

Condurrai cuori esiliati sulla soglia dell’Eternità

Il mio cuore è pronto per te, anima mia.

All’origine dell’Orizzonte l’orizzonte delle Origini.

 

Ritorna, anima mia, sulla soglia dell’Eternità.

Il tuo viaggio tra salite e discese,

Tra rocce e distese, sia per te,

Anima mia, un perenne ritorno.

 

Giungerai di notte, nel silenzio di tutte le cose

Intimo fra gl’intimi, rosa fra le dita

Un bacio sarà sigillo d’amore

Sedotto dalla Bellezza, o cuore innamorato,

E, perla di rugiada al sole, scioglierai d’amore per me.

Perchè di pianto hai gonfio il cuore?

Possederai questo mio cuore eterno: desideralo

E il tuo e il mio saranno un cuore solo.

 

Segui, ora, le mie orme tracciate nel tempo

Il tuo cuore sedotto contempli la bellezza del mio Volto

Mio figlio sei tu: dall’Eternità ti ho generato

Origine e Orizzonte Io Sono.

Nel tempo poserai il tuo cuore sul mio petto

E nell’Eternità sul tuo petto poserò il mio cuore, per sempre.

Il tempo dell’attrazione dell’Amore

mercoledì, 6 gennaio 2010

Era il tempo dell’attrazione dell’Amore.

Attratto dall’Amore mi ritrovai nell’Amore.

E, quando, poi, arrivai al centro del suo Cuore

fui come sommerso.

Le grandi acque del suo Amore mi travolsero

mi ritrovai naufrago nel suo Cuore.

Travolto dall’Amore

cuore nel Cuore

anima nell’Anima

cuore dell’anima nell’Anima del Cuore.

Pensando a te

mercoledì, 6 gennaio 2010

Morire: non so!

A sera

Ritornano sotto le stelle

Impregnate di fresco

Nuovamente

Oleandri e colombi.

La danza

mercoledì, 6 gennaio 2010

Danzano passi bizzarri le nuvole rosa

simboli di calda stagione che muta il suo corso

verso sponde e distese di acque tropicali.

 

Volteggiano incresciose sulle cime dei monti

altitudini coraggiose che sfidano il cielo

dimora del Divino Desiderio.

 

Desiderio sei Tu che ci fai vivere

come nuvole leggere che corrono verso Te!

 

Portami a danzare oltre le nuvole

da stella a stella.

 

Tra due vette si scioglie il sole

in colori caldi e rossi all’occidente

in attesa di nuova vita dalla greppia d’Oriente.

 

E’ l’ora del silenzio nell’intero Universo

foriera di intimità.

 

Nei voli di danza, dilàtati, mio cuore,

mistico centro d’amore,

anima nell’Anima Eterna e Pura.

 

Da stella a stella

col dito del Danzatore Invisibile

oltre le nuvole

danza, anima mia, senza posa.

Il Silenzio

mercoledì, 6 gennaio 2010

Silenzio nell’esser mio io cerco

or che si rivela a me Verità.

E come non potrei non cantr lodi

a sì tanta luce e gioia

che vita umana divien divina

come a Cana acqua in vino?

nel Cenacolo pane in carne, vino in sangue?

 

Silenzio nell’esser mio io cerco

or che si rivela a me Verità.

E come tanta luce splenderebbe

se non come nel meriggio il sole,

nel giardino la rosa, nel silenzio la Parola,

nel cuore l’amore, sul Calvario la croce,

l’Eterno nel tempo, il Tutto nel frammento?

 

E or che si rivela a me Verità

Silenzio nell’esser mio io cerco.

Bagliori

mercoledì, 6 gennaio 2010

Illuminarmi è all’istante

come in un bagliore.

 

Poi tutto scorre…

Come un fiume verso il mare…

Come un bocciolo verso il fiore…

Come il tempo che consuma le sue ore.

 

Poi tutto tace.

Come nei silenzi degli abissi degli Oceani.

Come nelle ridenti primavere dello Spirito.

Come nell’Eterno che tutto sa e poco dice.

Miraggi

mercoledì, 6 gennaio 2010

Fermati un istante o stella: ascolta.

 

La vita è un nome:

inciso sulle dune di sabbia

in pieno deserto:

Sarà cancellato dal tempo

o forse, è stato spazzato dal vento.

 

Pure continua il tuo corso, o stella.

Pietre di ambra

mercoledì, 6 gennaio 2010

Stella alpina

tra le fenditure della roccia

spaccati da venti nord orientali di tramontana.

 

Sole bruciato

tra lune frantumate

nei disegni di onde argentate degli oceani.

 

Diramazioni dal centro

prospettive oblique in diagonale

viaggio nell’assurdo regno del Non-Senso.

 

Nell’assurdo regno del Regno dell’Assurdo

Anima, Corpo, Spirito tra Scilla e Cariddi

e voci sensuali di Sirene tropicali d’oltre mare.

 

Canna di bambù

tra radure mistiche di vicoli ciechi

nelle regioni dei Sud Indiani.

 

Pietre di ambra

sepolte da secoli

tra i fondali dei Mari del Nord.

 

Misticismi in cieli sconosciuti

ombre e dintorni nelle vacuità

dipinte sui sentieri delle risaie.

 

Segregato in oscure celle

dove i ragni tessono le reti

e silenzi coprono le ore e i vuoti.

 

E’ il Non-Senso che punge

più delle spine sul capo

abissi più fondi dell’Abisso.

 

O altezza al di sopra di ogni altezza

(che è lo stesso)

vuoto in pieno deserto.

 

Vuoto nel pieno

pieno nel ripieno

ripieno nel ripiano.

 

O pensieri di mente annebbiata

nella calura estiva in deserti africani

lontani da acque sorgive.

 

Pietre scartate

tra le famose vie dell’Est di Roma

dimenticate agli angoli a invecchiare.

 

E, intanto, quì, è solo deserto.

Sabbia e polvere.

Come me stesso.

Le danze della fiamma

martedì, 5 gennaio 2010

Luce fioca nei palpiti di queste notti.

 

Sarai forse tu, o Speranza,

che in questo mio errar vagabondo

ti fai compagna e amica?

 

Sarai davvero tu, o mia speranza,

in questo tuo esser accanto, eppur distante

a illuminar questo buio che tutto avvolge

e che tutto compenetra e invade?

 

Danza la tua fiamma nel tuo stesso chiaror:

s’innalza e s’abbassa, si gonfia e poi svanisce,

e ancor dal nulla ritorna a rivivere

a riprender danza.

Come in un gioco eterno.

Stupore

martedì, 5 gennaio 2010

Poesia non v’è

che preghiera in te non sia

 

Preghiera non v’è

che poesia in te non sia